Culture/Sport – What women’s soccer can teach you about Italy.

Words by Kristal Trotter


[ENG]: Captain Sara Gama is leading a movement that is on a mission to change things for the better.
[ITA]: Capitano Sara Gama é alla guida di un movimento che é in missione per cambiare le cose in meglio.

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ENGLISH

Why is this a big deal?
The women’s Italian soccer team has reached a historical qualification for this year’s FIFA World Cup, in France. The last time Italy played on the world stage was twenty years ago in 1999 and the Azzurre are on a mission that goes beyond just passing the first fase of the tournament, it actually goes beyond the tournament itself.

In Italy, neither money nor fame are the reason a girl decides to play soccer. Passion for the sport and passion alone is what make girls go the distance to be able to play soccer. While young boys can dream of playing in Serie A alongside their idols, young girls can’t dream this big. Even when playing in clubs like Juventus, Milan and Fiorentina, women footballers are still considered amateurs and this is why they are part of the Lega Nazionale Dilettanti (National Amateur League), unlike their male counterparts. Fortunately some things are starting to move in the right direction. It’s not even been a year since the FIGC (the Italian Football Federation) finally created the Women’s Soccer Division, allowing for the Serie A and Serie B women’s leagues to be directly under the FIGC, this in return allowed female footballers to benefit from the same infrastructures as their male colleagues and train as professionals. This result was not without a fight, because these athletes had to take a stand by refusing to partecipate in anything officially organized by the Lega Nazionale Dilettanti until their demands were met, including the championship games. Being directly managed by the FIGC was their only way to work towards higher standards and shorten the gap between the other national teams.

Cultural shift
Italians have a very sexist approach towards soccer and are fixated on very precise roles everyone should have in the game, which is that the soccer players should be men and the only women worth mentioning are their supermodel wives or girlfriends sitting in the stands and cheering them on. The thought of women playing soccer has never been taken seriously, not by the average Italian soccer fan and not even by the former president of Italy’s amateur leagues, who was caught complaining about the need of resources for the women’s leagues, stating (and then denying) “That’s enough, we can’t always talk about giving money to this bunch of lesbians”

Unfortunately prejudice is something these athletes are used to, but it certainly didn’t stop them from fighting for their dream to call this sport their job and become professional players. All they are asking for is equal opportunity, they can do the rest.

Thanks to the qualification to the World Cup, RAI (the national public broadcasting company of Italy) has shown an interest in the rise of the Italian women’s soccer movement and will transmit 15 games of the tournament, giving everyone the possibility to watch the national team represent their country in France and witness how popular women’s soccer actually is abroad…surprise!

This is only the beginning
It is safe to say that this Fifa World Cup is dedicated to the next generation of Italian girls who can now dream big and look up to their favorite female soccer player and hope to play by their side one day.

Italy is finally paying attention and the national coverage this movement is receiving is overwhelming, but we need to keep an eye on the bigger picture, because there are a lot of obstacles hiding underneath this iceberg and we are only seeing the tip. In 2016 there were only 22.000 girls registered to play soccer, compared to other countries that go way beyond the 100.000s and this has to change. There needs to be a cultural shift, with investments in big and small women’s soccer clubs to help accomodate the growth of young talent.

Italy is an old country and it is time that it picked up the pace. If it can keep up with the vision, then it can understand what the younger generation has to offer and how the country can benefit from it. Perception, for one, can change for the better.

Being the trailblazers that they are, the national team has fought to show everyone a glimpse of what it all could be – yesterday evening more then 7 million viewers in the country watched the game Italy vs Brasil. They also passed the group stage topping it. Not bad to be just the beginning.


ITALIANO

Perché é importante?
La squadra nazionale femminile di calcio ha raggiunto una storica qualificazione al campionato mondiale di calcio, in Francia. L’ultima volta che l’Italia ha giocato sul palcoscenico mondiale era vent’anni fa nel 1999 e le Azzurre stanno svolgendo una missione che é più importante del passaggio del primo turno della competizione, é addirittura più importante della competizione stessa.
In Italia, né i soldi né la fama sono il motivo per cui una bambina decide di giocare a calcio. Passione per lo sport e soltanto la passione é quello che spinge le ragazze a superare gli ostacoli per poter giocare a calcio.

Mentre giovani ragazzi possono sognare di giocare in Serie A al fianco dei loro idoli, giovani ragazze non riescono a sognare così in grande. Seppur giocando in squadre come la Juventus, il Milan e la Fiorentina, le calciatrici sono comunque considerate delle dilettanti e questo é il motivo per cui fanno parte della Lega Nazionale Dilettanti, al contrario della controparte maschile. Fortunatamente alcune cose si stanno muovendo nella direzione giusta. Non é nemmeno trascorso un anno da quando la FIGC ha finalmente creato la divisione di calcio femminile, permettendo alla Serie A e alla Serie B femminili di spostarsi direttamente sotto alla FIGC; questo in cambio ha permesso alle calciatrici di trarre beneficio dalle stesse infrastrutture di cui usufruiscono i loro colleghi maschi e di allenarsi da professioniste. Questo risultato però non é stato ottenuto senza una battaglia, infatti queste atlete hanno dovuto fare una presa di posizione, rifiutando di partecipare a qualsiasi evento ufficialmente organizzato dalla Lega Nazionale Dilettanti fino a quando le loro richieste non erano esaudite, comprese le partite di campionato. Essere gestiti direttamente dalla FIGC era l’unica soluzione per lavorare verso standard più alti e diminuire la distanza dalle altre squadre internazionali.

Transizione culturale
Gli Italiani hanno un approccio molto sessista verso il calcio e si fissano su ruoli ben precisi del gioco, significa quindi che i giocatori devono essere uomini e che le uniche donne di cui valga la pena parlare sono le loro mogli o fidanzate top model che tifano per loro dagli spalti. Il pensiero di una donna che gioca a calcio non é mai stato preso sul serio, non dal tifoso medio italiano e nemmeno dall’ex presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che era stato beccato a lamentarsi della questione fondi per i campionati femminili e dichiarando (e poi smentendo) “Basta dare soldi a queste quattro lesbiche”.

Sfortunatamente il pregiudizio é qualcosa a cui queste atlete sono abituate, ma non le ha sicuramente ostacolate dal battersi per il loro sogno di chiamare questo sport la loro professione e di diventare giocatrici professioniste. Tutto quello che chiedono e di avere pari opportunità, loro riescono a mettere il resto.

Grazie alla qualificazione al mondiale, la RAI ha mostrato il suo interesse nella crescita del calcio femminile italiano e trasmetterà 15 partite del torneo, dando a tutti la possibilità di vedere la squadra nazionale rappresentare il proprio Paese in Francia ed essere testimone di quanto sia popolare il calcio femminile all’estero…sorpresa!

Questo é solo l’inizio
Si può affermare con sicurezza che questo mondiale é dedicato alla prossima generazione di ragazze italiane, che ora possono sognare in grande e ammirare la loro calciatrice preferita, nella speranza di giocare al suo fianco un giorno.

L’Italia sta finalmente notando il calcio femminile e la copertura mediatica che il movimento sta ricevendo é enorme, ma dobbiamo focalizzarci sul quadro più ampio, perché ci sono molti ostacoli sotto a questo iceberg di cui vediamo solo la punta. Nel 2016 c’erano solo 22.000 tesserate, paragonate ad altri paesi che vanno oltre le 100.000 e questo deve cambiare. Ci dev’essere una transizione culturale, con investimenti verso le grandi e piccole società calcistiche femminili per aiutare la crescita di giovani talenti.

L’Italia é un Paese vecchio ed é ora che acceleri il passo. Se riuscisse a cogliere la visione, allora riuscirebbe a capire quello che ha da offrire questa generazione più giovane e trarne beneficio. La percezione, come prima cosa, può cambiare in meglio.

Da pioniere quali sono, la squadra nazionale si é battuta per far vedere a tutti uno spiraglio di come potrebbe essere, ieri sera oltre 7 milioni di telespettatori hanno seguito la partita dell’Italia contro il Brasile. Oltrettutto si sono qualificate agli ottavi come prime del girone. Non male per essere solo l’inizio.

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